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Cisco Smart Working: le persone e gli spazi fisici


2 maggio 2018


Nei giorni scorsi si è svolto il webinar dal titolo: “Le sei facce di un “vero“ progetto di Smart Working. Da quale partire? Le persone”. A questo link potete trovare la registrazione di questo interessante approfondimento organizzato da Digital360 che ha visto la partecipazione di Michele Dalmazzoni (Sales leader Collaboration & Industry 4.0 – di Cisco Italia).

Il webinar vuole essere l’inizio di un percorso ragionato sulle buone pratiche che abbiamo consolidato in molti anni di esperienza con clienti e partner italiani. Del resto, l’Osservatorio Smart Working si occupa già da 6 anni di questo fenomeno ed è in grado di confermare i benefici in termini di produttività e riduzione dei costi introdotti da questo nuovo modo di lavorare.

Il pericolo maggiore nella realizzazione di questi progetti è la “banalizzazione”. Inserire negli uffici qualche area dedicata al relax con biliardi e tavoli da ping pong, oppure distribuire laptop, webcam e altri accessori tecnologici consumer è solo un piccolissimo inizio di un percorso più articolato.

Un “vero” progetto di Smart Working deve cogliere più elementi. In Cisco ne abbiamo identificati sei e per questo spesso usiamo la metafora delle 6 facce di un cubo di Rubik. Per realizzare il cubo nella sua interezza bisogna infatti lavorare su ogni faccia, altrimenti il rischio è di lasciarlo incompleto. I sei elementi sono i seguenti:

  1. Le persone
  2. Gli spazi fisici
  3. Le attività e i processi
  4. Le tipologie di comunicazione
  5. La User Experience
  6. Le architetture

È l’integrazione di questi sei aspetti, ciascuno con una propria specificità, che assicurano un progetto efficace e di qualità.

In questo primo webinar Michele Dalmazzoni ha approfondito le prime due facce di questo cubo: le persone e gli spazi fisici. Partiamo dalla definizione di smart working elaborata dallOsservatorio Smart Working del Politecnico di Milano: “si tratta di un nuovo modello di organizzazione del lavoro fondato sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

È, quindi, un’evoluzione concettuale rispetto al telelavoro e l’enfasi è sul superamento della rigidità dei vincoli di orario e di luogo, a favore di una più matura relazione basata sui risultati e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Avviare un cambiamento all’interno dei modelli tradizionali di lavoro ha il suo punto di partenza nelle persone. Parte infatti dalla consapevolezza che, oggi, nelle aziende sono presenti gruppi di persone eterogenee per età, per funzioni, con approcci culturali diversificati, con competenze e abilità variegate nell’utilizzo delle nuove tecnologie, con un desiderio di conciliare vita professionale e privata più consapevole. Lo Smart Working è una risposta intelligente a queste nuove esigenze perché consente a ciascun gruppo di trovare il “proprio” personale modo di lavorare, quello più vicino alle proprie necessità e predisposizioni. È un potente strumento di inclusione e attrazione di nuovi talenti che offre opportunità a tutti rispettando la diversità.

Per quanto riguarda gli spazi fisici, il punto fondamentale è la capacità di dotare gli ambienti di lavoro di una estensione digitale che permetta a persone remote di partecipare e lavorare attivamente anche se non sono fisicamente presenti in ufficio. Per toccare con mano questa nuova concezione dello spazio potete visitare i nostri uffici Cisco a Vimercate, Roma e Padova. A questo link un breve esempio nel nostro Digital Experience Center di Vimercate.

Un altro strumento particolarmete utile per capire questa nuova dimensione degli spazi fisici è il portale interattivo Cisco Project Workplace: un sito che presenta scenari ed esempi concreti già realizzati, che possono aiutare a capire cosa significhi creare e vivere all’interno di un mondo lavorativo costruito per lo Smart Working.

Per tornare alle persone, un altro tema importante citato nel webinar è legato alla formazione e alle attività interne per l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’investimento che viene fatto nell’acquisizione della tecnologia e nella sua messa in funzione va supportato dalla comunicazione interna per favorire l’adozione e le migliori pratiche di utilizzo.

Questo primo webinar è l’inizio di un percorso che vuole far riflettere su come  portare alla luce i benefici concreti dello Smart Working. Seguiteci nei prossimi articoli e webinar per scoprire le ulteriori facce del cubo di Rubik che vanno considerate per fare “vero” Smart Working.

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